Se avessi tanti soldi comprerei un castello in Scozia. Nessuna pretesa di nobiltà, vorrei investire in un allevamento di fantasmi.
Se avessi tanti soldi comprerei un castello in Scozia. Nessuna pretesa di nobiltà, vorrei investire in un allevamento di fantasmi.
Yashô (1782-1825)
“Bat in Flight” Ink on paper
(Ashmolean Museum, Oxford. In Maurice Coyaud ‘L’Empire du regard’- Mille ans de peinture Japonaise’ Ed. Phebus, 1981)
(via tegamini)
Non è affatto facile trovare una melodia concettuale. Tu lo sei. Una melodia concettuale è come un album concettuale, di quelli che sono così intensi, così ben riusciti, con le tracce al posto giusto che sembra un puzzle in cui riesci a sistemare il cielo, una distesa anonima e azzurra, al primo colpo che quasi ti sembra di assistere ad un miracolo. Una melodia concettuale è un flusso continuo di stravolgimenti che senti scuoterti dalle fondamenta come un bulldozer che smuove la terra ghiacciata del Klondike in cerca di un filone d’oro. Una melodia concettuale è un’insieme di parole sussurrate di notte, quando hai passato l’intera notte a vomitare sul cesso anche l’anima che non hai e non ti sei nemmeno ubriacato prima per cui puoi solo maledire quel terremoto nelle budella che ha come epicentro il centro del petto. Una melodia concettuale è la perfezione del non sentirsi malinconico. Io malinconico lo sono sempre e mi fermo pure a vedere dove vanno a finire i rivoli d’acqua, ai lati delle strade, quando il cielo piange a dirotto e trascina con sé mozziconi di sigaretta, cicche masticate e fazzoletti di carta fagocitati da se stessi. Una melodia concettuale è tristezza e gioia allo stesso tempo, è la necessità di avere subito qualcosa che è così lontano da non dover nemmeno essere desiderato, o forse qualcosa che si è avuto ma non si è stati bravi a mantenere vivo. Ma le melodie concettuali posso rimanere seppellite nelle sabbie del deserto anche per secoli, si disidratano, entrano in una quiescenza che forse solo la biologia avanzata riuscirebbe a spiegare e poi - di colpo - basta una goccia d’acqua e un’altra ed un’altra ancora per avere interi fiumi ad inondare le strade e non solo. Ed io sarò sempre lì ad osservare, fino a quando me lo consentirai.
Try to learn to breathe deeply, really to taste food when you eat, and when you sleep, really to sleep. Try as much as possible to be wholly alive with all your might, and when you laugh, laugh like hell. And when you get angry, get good and angry. Try to be alive. You will be dead soon enough.
—Ernest Hemingway (via derling-darlest)
(Fonte: chandelierswinging, via oxfordcommaforever)
(Fonte: turnoffyour-m-i-n-d, via beautiful-untrue-things)
(via excelsiorplace)
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